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Aggiornamento sulle sanzioni Reg. 1169/2011

Reg. 1169/2011 – Arriva il testo del decreto sanzioni

Al varo del Consiglio dei Ministri è giunto in questi giorni il testo del decreto sanzioni relativamente al Reg. UE 1169/11.

Con un comunicato stampa del 8 settembre 2017, Il Consiglio dei Ministri annuncia che la materia afferisce alle ‘violazioni connesse a obblighi informativi, e di conseguenza ‘sono state introdotte solo sanzioni di natura amministrativa, che prevedono il pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non superiore a 150.000 euro‘.

Il decreto dispone un quadro sanzionatorio di riferimento unico per detta violazione atto a consentire un’applicazione uniforme delle sanzioni a livello nazionale.

A prima lettura, il ruolo principale sulla sicurezza alimentare sembra sarà rivestito dal Ministero dell’Agricoltura. Infatti l’autorità amministrativa competente in materia sanzionatoria sarà il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Escluso il penale

Trattandosi di violazioni connesse a obblighi informativi, sono state introdotte “solo” sanzioni di natura amministrativa, che prevedono il pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non superiore a 150.000 euro. Nell’ambito di tali limiti minimi e massimi sono stati individuati cinque scaglioni di diverso importo della sanzione, commisurati alla gravità della stessa.

Campo di applicazione. Il regolamento UE 1169/11, Food Information Regulation, fornisce regole generali d’informazione da applicare su tutti gli alimenti. Siano essi venduti sfusi, preincartati o preimballati, ovvero oggetto di somministrazione.

Pratiche leali d’informazione. La violazione dei precetti generali di veridicità, e quindi dimostrabilità, chiarezza, non ingannevolezza dell’informazione è punita con sanzione amministrativa da 3 mila a 24 mila euro.

Responsabilità del distributore – si precisa che qualora l’alimento è venduto a marchio dell’Osa (Operatore del settore alimentare), esso ne è il primo responsabile. Il distributore risponde di: commercio di prodotti di cui è dato presumere la non conformità delle etichette, pena da euro 500 a euro 4.000; modifica delle informazioni che accompagnano l’alimento ricevute dal fornitore, sanzione da 2 mila a 16 mila euro.

Omissione delle notizie obbligatorie – L’operatore responsabile è soggetto a penalità da 5 mila a 40 mila euro per difetto di comunicazione degli ingredienti allergenici. Chi ometta ogni altra notizia prevista come obbligatoria risponde della pena da 3 mila a 24.000 euro.

Leggibilità. Le etichette con diciture di misura inferiore a quelle prescritte, o comunque poco leggibili, comportano una punizione in misura di 1-8.000 euro.

Vendita a distanza (e-commerce compreso) – Il mancato rispetto del dovere di fornire al consumatore tutte le notizie previste come obbligatorie in etichetta prima della scelta d’acquisto  è punito con sanzione di 2.000-16.000 €.

Le violazioni specifiche in tema di etichettatura sono soggette a sanzioni apposite:

– denominazione dell’alimento, da 500 a 16 mila euro a seconda delle fattispecie,

ingredienti allergenici, 2-16.000 €,

– quantità netta e QUID (Quantity of Ingredients Declaration), 1-8 mila euro,

– termine minimo di conservazione (1.000-8.000 €), data di congelamento o surgelazione alimenti d’origine animale (2.000-16.000 euro). Esposizione in vendita del prodotto dopo la data di scadenza (5.000-40.000 €),

– Paese d’origine e luogo di provenienza, da 500 a 16 mila euro a seconda dei casi

– titolo alcolometrico, da 500 a 4.000€,

dichiarazione nutrizionale, da 2.000 a 16 mila euro.

Rimaniamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della versione definitiva per i futuri aggiornamenti.

Note

  • La quantità nominale del contenuto di un preimballaggio è la massa o il volume indicato sull’imballaggio e corrisponde alla quantità di prodotto netto che si ritiene debba contenere. Il contenuto effettivo di un preimballaggio è la massa o il volume di prodotto che esso contiene realmente.
  • La dichiarazione nutrizionale: i valori da dichiarare sono “valori medi” che possono venire estratti, alternativamente, da: analisi di laboratorio (su differenti campioni) dell’alimento; calcolo “effettuato a partire da valori medi (noti o effettivi) relativi agli ingredienti utilizzati”, calcolo effettuato a partire da dati “generalmente stabiliti e accettati”. Scopri come elaborare l’etichetta ingredienti e la tabella dei tuoi prodotti tramite EATsoft
  • La denominazione dell’alimento è la prima informazione obbligatoria in etichetta, quella che permette di conoscere la natura del prodotto. Non va confusa con il marchio, o il nome commerciale, che ha il solo valore di identificare e distinguere il singolo articolo di un produttore o un distributore rispetto ad altri. La denominazione dell’alimento è la sua denominazione legale. In mancanza di questa, la denominazione dell’alimento è la sua denominazione usuale; ove non esista o non sia utilizzata una denominazione usuale, è fornita una denominazione descrittiva.’ (Reg. UE 1169/11, articolo 17)

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